Ebbene sì, lo posso dire, sono sopravvissuta alla spossatezza da caldo torrido, alla sfacchinata del trasloco (su e giù x trasportare il mio ciarpame nel nuovo flat al terzo piano, senza ascensore), alle fatiche dell'interior design (ricerca mobili, misurazioni, acquisto di appliances, pentolame e varie, spacchettamento e sistemazione effetti personali, etc.), all'impegno del training, alla stanchezza da studio, allo stress dell'esametto per il nuovo lavoro da guida, che alla fine mi è stato assegnato (anche se la menata - per citare il Sav - è sempre quella, che son brava, ma quando parlo c'ho l'accento {e certo, se non ce l'avevo sarei stata british, o no?}, alla laringoscopia e alla rinite allergica (maledetto carpet!)... e nonostante tutto, venerdì mi son lasciata convincere e sono andata in West Sussex, nei pressi del ridente villaggetto di East Dean, per un barbecue spettacolare con incluso campeggiamento in una radura in mezzo al bosco. Ho propinato la bruschetta (con ingredienti originali) agli angli ed è stata un successo. Si è allegramente mangiato, bevuto, gozzovigliato, riso. A mezzanotte e mezzo avevamo acceso un bel falò per riscaldarci, ma all'una meno un quarto è arrivato a fari spiegati sul suo macchinone metallizzato il padrone del campo-campeggio e ce lo ha fatto smorzare (the grass is too dry, you know).
Mi sembrava di essere tornata ai tempi delle grigliate sulla spiaggia di Capocotta... e se non fosse stato x l'umidità notturna un pò eccessiva, che si condensava fitta sulla mia tenduccia loculo, e per le ortiche alte mezzo metro e cattivissime, direi che il cielo stellato e l'atmosfera erano proprio da serata italiana.
Sono tornata a Londra ieri sera, abbronzata e scapigliata, pronta a rimettermi al lavoro, dentro e fuori casa.
La macchina ha stirato le zampette a Purley (in pratica, si è rotto il cambio), così, mentre l'amico restava in attesa dell'AA (l'equivalente dell'Aci), noi profughi tornavamo in SE4 grazie al minibus guidato da indiano simpatico, tipo Apu dei Simpson.
Non mi ricordavo più cosa vuol dire uscire per strada coi vestiti leggeri e la maglietta che aderisce alla schiena sudata, e poi sbrigarsi a finire il gelato prima che coli via tutto fra le dita, sentire l'asfalto fumante cedere ai miei passi, ondate di calore insopportabile dai motori delle macchine ferme ad un semaforo...
In questi giorni Londra è una fornace, e in quanto a temperature non ha nulla da invidiare a Roma, a Barcellona o Rio de Janeiro.
E' tutta colpa del Global Warming, ma i British non si rassegnano. Per loro questo è un clima eccezionale, un episodio che non merita ripensamenti.
Nella Tube non c'è l'aria condizionata, dei simpatici cartelli qua e là invitano gli utenti a munirsi di una bottiglia d'acqua per combattere il caldo (che se in superficie fa 30 gradi, nella lentezza del vagone sotterraneo si sfiorano i 40).
I sedili di tutti i mezzi di trasporto londinesi, su gomma e su rotaia, sono imbottiti e rivestiti di "moquette" sintetica, che tiene al calduccio d'inverno, ma squaglia le terga quando i farenheit diventano una novantina.
In tutta questa calura, lavoro e sudo, commuto e sudo, studio per il training e sudo, visito negozi di rigattiere alla ricerca di mobili mancanti e sudo, impacchetto, inscatolo e - immancabilmente - sudo... poi, se penso che da domani sera mi aspetta un flat ricoperto di carpet, ho già le crisi mistiche.
I miei effetti personali sono raccolti e perduti in un rigurgito di buste, scatole, borse, valigie.
Questa è la mia ultima sera nella casetta vittoriana coi caminetti arts & crafts, il tiglio gigante e la micetta che fa le fusa giù al portone.
Lo spazio infinito e incognito di un weekend e spero di tornare presto a postare.
Intanto stasera buone notizie. La scimmietta SpongeBob, rapita l'altroieri dal Chessington World of Adventures zoo, a sud-ovest della città, è stata ritrovata oggi a sud-est, tra Clapham e Brixton, mentre giocava con dei ragazzini.
La scimmietta è apparsa stressata e dimagrita, ma in condizioni di salute non preoccupanti.
Voila l'été!
"Voila l'été, j'aperçois le soleil
Les nuages filent et le ciel s'éclaircit
Et dans ma tête qui bourdonnent?
Les abeilles!"
E dunque, sono gia tre giorni che a Londra è tornata lestate, quella vera, come la intendiamo noi mediterranei: il sole alto e splendente nel cielo azzurro e una piacevolissima temperatura sui 25-30 gradi. Ovviamente vale la regola del CARPE DIEM, quindi appena possibile si approfitta dei parchi cittadini per rilassarsi, incontrare gli amici e - perché no anche abbronzarsi.
Laltroieri sono stata ad una cena organizzata dal nostro dopolavoro, il quale non ha nulla a che vedere con quello di fantozziana memoria. Dalle 4.30 alle 6.30 sono stata al parco a prendere il sole su comoda sdraietta a nolo, poi mi sono data una rassettata e sono andata alla suddetta cena con alcuni dei miei colleghi. Sorprendentemente giravano bottiglie di vino rosso e bianco di buona marca italiana ed il semplice gustoso menu a base di tacchino arrosto con contorni si concludeva con un opulento chocolate pudding sormontato da panna e fragole. E per finire, non poteva mancare la consueta riffa di beneficenza, una cosa che agli angli mi pare piaccia assai. La fila di numeretti costava solo £1 e si potevano vincere varie cose, tra cui un viaggio a Oslo. Un fortunello del tavolo affianco si è aggiudicato due guide darte della Thames & Hudson e il suddetto viaggio. Noi... NIENTE!
Ieri mattina dovevo lavorare, ma ero un pò in anticipo, così mi sono concessa 15 minuti di calma zen e pausa cappuccino su una panchina di St. James Park. A due o tre metri da me, sedeva un nonnetto che aveva con sé una quantità industriale di nocciole e si dilettava a dar da mangiare agli scoiattoli, rivolgendosi loro con uno squillante Susie, come here!
Mentre lasciavo il parco ho fatto la foto ad un pellicano.
Al momento in St James Park ci sono 5 pellicani, di cui uno marrone della Louisiana e quattro bianchi dellEst. Due di essi si chiamano Vaclav and Rusalka, e sono stati acquistati dallo zoo di Praga nel 1995.
Ogni giorno alle 3.00 si possono vedere i pellicani di St. James mentre vengono accuditi e rifocillati con pesce fresco dai guardiani del parco.
Nel febbraio 1665, John Evelyn, altro celebre diarista, contemporaneo di Samuel Pepys, scriveva di aver visto uno di questi pellicani, un volatile a metà tra un cigno e una cicogna.I pellicani vennero introdotti nei parchi reali nel 1664 come dono dellambasciatore russo al re Carlo II.
Ripulire Londra dalle miriadi di gomme americane che ne punteggiano strade e marciapiedi costa alle autorità locali qualcosa come 150 milioni di sterline l'anno.
Le gomme sputate in terra o, peggio, appiccicate dopo l'uso su panchine ed altre superfici, non solo si attaccano alle scarpe e ai vestiti della gente, ma macchiano le strade e restano là per anni.
Le vie di Londra sono costantemente sotto attacco e nella sola Oxford Street ben 300.000 gomme vengono sputate in terra giornalmente. Ripulire le superfici infestate dai chewing gum richiede uno sforzo senza fine.
Ogni anno nel Regno Unito oltre 3mila miliardi e mezzo (!) di gomme da masticare sono gettate in strada o in altri luoghi pubblici.
I tradizionali rimedi di pulizia si dimostrano inutili, portano via tempo e spesso i risultati non sono soddisfacenti.
Si calcola che se per comprare una singola gomma da masticare ci vogliono 3p, per rimuoverla dal marciapiede ne occorrono minimo 10.
Attualmente svariati milioni sterline vengono investiti per la sola rimozione del chewing gum dai treni e dalle stazioni della London Underground.
Le soluzioni al momento - si è pensato sia ad un chewingum biodegradabile sia ad un marciapiede a prova di gomma - sono lontane da venire.
Sputare una gomma in terra (o appiccicarla in giro) non è reato, ma le autorità britanniche hanno la facoltà di multare chi è colto in flagrante.
Notti Magiche, Corsi e Ricorsi...
Una cosa accomuna il lontano 1982 e il presente 2006:
in entrambi i casi mi trovavo in una città il cui nome inizia per L.
L11 luglio 1982 avevo finito la seconda media e mi trovavo in vacanza a Ladispoli, popolare località balneare a Nord di Roma, resa celebre da Carlo Verdone in Un Sacco Bello {a Ladispoli ce stà mi madre, ma che staa scherzà!}.
Io e papà avevamo orientato il divano in posizione strategica, mi ricordo ancora Cabrini che sbaglia il rigore, lansia che ci attanaglia, la voce di mia mamma, che, come il coro del teatro greco, dallo sfondo raccomanda al marito di non fare così, che poi sennò si sente male, e su tutto la teoria veritiera e sempreverde del mio esperto genitore (secondo la quale i tedeschi partono a testa bassa, come dei panzer, ma poi si stancano e noi li freghiamo).
Mi sembra così tangibile la gioia e la novità di quella vittoria, i miei amici da raggiungere giù in strada, la bandierona tricolore, i petardi acquistati per loccasione e fatti esplodere poco lontano, con supervisione degli adulti. E poi la lunga passeggiata fino in piazza, lentusiasmo della gente e quella gelateria scrausa che non aveva fragola, panna e pistachio disponibili per farci un gelato tricolore.
E mi viene in mente Pertini esultare senza mezze misure come un ragazzino, il Re di Spagna sorridente, che cerca di mantenersi imparziale.
E poi laereo, gli azzurri che giocano a carte con il Presidente e Bearzot con la pipa che rilascia commenti al giornalista del TG.
9 Luglio 2006: ne è passata di acqua sotto i ponti in due decadi! Sono cresciuta e anche un pò invecchiata, la casa al mare è un ricordo del passato, lItalia si è trasformata in unentità geografica familiare ed estranea, mio papà da tempo non cè più ed io, ora, vivo a Londra.
Dopo molte indecisioni sul da farsi e svariati giri di sms, finisco - per vie traverse e suggerimento di un amico abruzzese - a vedere la finale alla Union della UCL, nei pressi di Russel Square.
Quando arriviamo nella sala cinema con maxi schermo, i mejo posti sono già presi da ore, dunque la compagnia iniziale si scioglie e ci si sparpaglia qua e là, come il prezzemolo. Con la mia fedele amica napoletana prendo comodo posto in area non fumatori, zona che, essendo arretrata rispetto alla platea, è piena di francesi codardi.
Sopportiamo stoicamente 90 minuti regolamentari di Allez les Bleus e varie battutine derka, specie dopo il loro primo goal su rigore. Un francese occhialuto cerca di fare lo spiritoso, dice che è lultima partita di Zizou, il quale perciò merita di vincere. La mia amica, per fortuna senza essere compresa, gli augura acidamente sentite condoglianze, io rispondo in francese, dicendogli che laffermazione il doit gagner può essere valida solo dal suo punto di vista. E lui, stranamente, mi dà ragione e smette di infastidirci.
Seguono: il sospirato goal degli azzurri, gli smadonnamenti per quello annullato, gli applausi e le grida, lassurda quantità di patatine e noccioline sgranocchiate con nervosismo, gli interminabili 30 minuti di tempi supplementari, linfima figura di merda del sopracitato Zizou, il cartellino rosso che lo allontana dalla scena, i francesi che cercano di giustificarsi inutilmente.
Si assiste soffrendo alla lotteria dei rigori per poi gioire incredibilmente alla vittoria della nostra squadra!
Saltando e gridando, mi abbraccio forte con la mia amica, la persona con cui ho condiviso tutte le gioie e i dolori di questi tre anni da emigrante in terra angla. Lei sa cosa significa essere qua, lontani da casa. Lei sola, quando torno in Italia per le ferie, mi manda gli sms buffi con scritto "Torna! Sta casa apetta a te."
Mi giro e alle mie spalle noto che il francese occhialuto giace distrutto, ammutolito, afflosciato sulla sedia. Potrei vendicarmi facilmente, ora. Magari fargli TIE!oppure un bel pernacchione alla Alberto Sordi. Invece, mentre ancora tutti gli Italians esultano, mi avvicino e gli tendo la mano, sportivamente. Lui accetta, quasi con riconoscenza. Fino a 5 minuti prima, lo confesso, javrei menato. Ma ora esperimento ed assaporo la famosa magnanimità del vincitore.
E' bello ritrovare gli amici, abbracciare sconosciuti compatrioti, pensare che domani al lavoro sarà un giorno speciale.
Attraversiamo le strade del centro, che sono tutte una festa tricolore, un tripudio di canti e di clacson.
Ma quanti diamine di italiani ci sono a Londra? Quasi quasi sembra di essere a casa...
Il traffico è letteralmente impazzito e a Trafalgar ci si fa il bagno nella fontana. Qualche temerario si è arrampicato in alto, fino ad annodare il tricolore sulla statua di Sir Henry Havelock.
E quando stamattina attraverso la piazza per andare al lavoro, la bandiera è ancora lì, vivido trofeo penzolante dalla mano di un bronzeo generale britannico.
Uno nella vita dà molte cose per scontate, specie finché ce l'ha. Una di queste è la voce.
Siamo abituati a considerare la voce come bene prezioso di cantanti ed attori, i quali, se per caso la perdono, sono nei guai (pensate solo a Pavarotti con la sciarpa al collo che per una laringite dà forfait al Metropolitan di New York). Ma la voce è ugualmente importante per tutta una serie di categorie professionali impegnate sul palcoscenico della vita, come avvocati, doppiatori, speakers radiofonici e televisivi, insegnanti, guide turistiche. Rientrando in ben 2 di queste categorie, la voce è fondamentale anche per me, dal momento che mi dà il pane quotidiano e qualche ora di celebrità. La voce è un mezzo di espressione e il nostro sistema di fonazione è uno strumento musicale a tutti gli effetti, perfetto e complicato nella sua essenzialità.
Molti i nemici delle corde vocali: il fumo, l'alcol, lo stress, l'umidità, certi cibi e bevande, gli sforzi vocali, l'uso improprio del mezzo.
La mia voce è alterata nel timbro, ho perso i bassi toni, quando parlo è una faticaccia e mi sembra di avere un'invisibile mano guantata che mi preme la gola. Non so se devo attribuire la colpa alla recente faringite-bronchite di 4 settimane fa. Il medico del lavoro mi ha detto che la gola è a posto e mi ha prescritto riposo assoluto per 2 o 3 settimane. Niente visite guidate, niente lezioni di italiano. Lavorando al pubblico sarà comunque impossibile esimermi dal parlare, in quanto il customer service non contempla l'utilizzo di personale muto. In farmacia mi hanno dato delle pastiglie emollienti, tali VocalZone, il nome tutto un programma. Ma almeno son buone e sanno di liquerizia mentosa. Le usava anche Enrico Caruso
Just in case, mi hanno anche consigliato di fare dei fumenti per liberare le vie respiratorie. La mia boss mi ha detto che ci sono degli esercizi da fare, delle tecniche da imparare. Si deve andare dallo speech therapist, ma ci vuole il referral del GP (cioè la richiesta vergata dall'equivalente del noto dott. Tersilli italiota). Ho preso appuntamento con il suddetto e mi tocca aspettare fino a giovedì prossimo, sperando che mi faccia la richiesta per una visita dall'ENT (=abbreviazione di EarNoseThroat> alias otorinolaringoiatra), che poi forse mi manderà dal therapist.
Altrimenti dovrò mettere mano al portafoglio e andare privatamente.
Because... the voice is very important! Its presence is a present for the world.
Nec spe nec metu
E il vento - oserei dire ribollente -dell'estate è giunto fino in terra angla!
Oggi 28-32° gradi, per fortuna sopportabili (perché come cantavano Latte & i Suoi Derivati, Non è tanto il caldo... quanto l'umidità! ).
Ecco allora che il parco si tramuta in una spiaggia verde, l'abbigliamento si riduce all'essenziale, gli occhiali da sole e la crema a protezione semi-totale sostituiscono ombrello e kee-way e qua e là, nei giardini inglesi sul retro, fioccano i barbecue portatili, le piscinette di gomma, le sdraio vintage, gli ombrelloni sbilenchi, le birre ghiacciate.
La mia divisa da lavoro in lana e poliestere potrebbe anche raggiungere il punto di fusione, ma io gioco a rimpiattino con tutti gli angoli ombrosi e nessuno dei capi si accorge che oggi mi sono rifiutata di indossare le calze. Alle 3.30, sotto il sole a picco, mi reco ad un nuovo training per fare la guida in una diversa dimora storica. Le stanze sono in penombra e caratterizzate da un arredamento pesante, fatto di stucchi, orologi, tendaggi e chincaglierie. C'è uno strano odore di stantio, come si avverte in certe biblioteche o soffitte di altri tempi, e facce improbabili mi spiano dai ritratti scuri appesi alle pareti. Il giardino però mi piace, ha delle belle siepi di lavanda in fiore... Gli angli ci offrono un tè con biscotti al ginger servito in tazze di porcellana bianca e verde e ci presentano al manager e al resto del personale. Poi ci appioppano un malloppo di fotocopie contenenti tutto lo scibile necessario a guidare i turisti da una stanza all'altra per l'estate 2006. Mi toccherà studiare mentre impacchetto e trasloco. Una sfida dietro l'altra. Tanto per non annoiarsi.
Nel frattempo il clima desertico ha mezzo ucciso il mio capelvenere e io sono rimasta orfana del bel libro che stavo leggendo.
Da stasera non viaggerò più nell'Italia delle corti rinascimentali descritta in maniera "elegante ed opulenta" dalla Bellonci, non seguirò oltre i pensieri della bella marchesana di Mantova, non incontrerò più papi, imperatori, re, principi, cardinali, intellettuali, pittori, scultori, architetti, aromatari, diplomatici, uomini d'armi e di scienze. Mi sono dissetata ad una fonte da cui scaturiva un italiano limpido, pieno di sfumature e ricercatezze passate. E' così importante ritrovare la bellezza e la ricchezza della propria lingua, specialmente quando se ne parla e assapora un'altra, soprattutto quando cominciano a sfuggirmi i termini più elementari dell'idioma natìo perché altri hanno preso il loro posto.
"Eppure, malgrado tutte le accuse che si possono fare alla nostra lingua, confesserò apertamente che l'italiano mi piace, che su tutte le lingue lo amo, e solo in italiano desidero scrivere. La sua struttura di lingua fondata sui verbi, arricchita da aggettivi che sopportano ogni sollecitazione, indocile ma pronta ad ogni piegamento sintattico, offre la possibilità di arrotolare o di uncinare le frasi, o di abbreviarle con una frenata brusca alla San Bernardino, di accentare o di smorzare parole in diversi piani, e può appagare, mi sembra, ogni esigenza di scrittore..."
Maria Bellonci
"Liberty. The Lives and Times of Six Women in revolutionary France" di Lucy Moore "Restoration" di Rose Tremain "Necropolis: London and Its Dead" di Catharine Arnold
"Sofonisba Anguissola e le sue sorelle" di Flavio Caroli "Marie Antoinette" di Antonia Fraser" Diary of a Victorian Lady" di Adelaide Pountney, "The London Nobody Knows" di Geoffrey Fletcher "Tu vipera gentile" di Maria Bellonci "When It Happened" di George Chamier "J.M.W. Turner" di Peter Ackroyd
Ho visto...
{questa e' solo una sintetica lista di ci� che ho visto da quando ho iniziato a scrivere su questo blog}
"Ratatouille" di Brad Bird, "Control" di Anton Corbijn, "Quand j'�tais chanteur" di Xavier Giannoli [con G�rard Depardieu], "Le Serpent" di �ric Barbier, "The Simpson Movie" di David Silverman,"Nuovomondo" di Emanuele Crialese, "Moli�re" di Laurent Tirard, "La Mome (La Vie en Rose)" di Olivier Dahan, "Ne le dis � personne" di Guillaume Canet,
"Joe Strummer: The Future is Unwritten" di Julien Temple, "This is England" di Shane Meadow, "Mon meilleur ami" di Patrice Leconte, "Das Leben der Anderen (The Life of Others)" di Florian Henckel-Donnersmarck, "El Laberinto del Fauno" di Guillermo Del Toro, "Indig�nes" di Rachid Bouchareb, "The Good German" di Steven Soderbergh, "Orchestra seats" (Fauteuils d'orchestre)
di Dani�le Thompson, [ mah...]
"The science of sleep" (La Science des r�ves) di Michel Gondry, "Bobby" di Emilio Estevez, "Iraq in Fragments" di James Longley, "The London Nobody Knows" di Norman Cohen, "37 Uses Of A Dead Sheep" di Ben Hopkins, "Breaking & Entering" di Anthony Minghella [e non mi � piaciuto], "Borat" di Larry Charles, "Fascisti su Marte" di Corrado Guzzanti, "The History Boys" di Nicholas Hytner, "The US vs. John Lennon" di David Leaf e John Scheinfeld, "The Devil Wears Prada" di David Frankel, "The Queen" di Stephen Frears, "An Inconvenient Truth" di Davis Guggenheim, "Volver" di Pedro Almodovar, "Thank You for Smoking" di Jason Reitman, "The cave of the Yellow Dog" di Byambasuren Davaa, "36- Quai des Orf�vres" di Olivier Marchal, "Lemming" di Dominik Moll, "Paradise Now' di Hany Abu-Assad,
"Bomb�n, El Perro" di Carlos Sor�n, "Amores Perros" di Alejandro Gonz�lez i�arritu, "Mar adentro" di Alejandro Amen�bar, "Capote" di Bennett Miller, "Good Night, and Good Luck" di George Clooney, "A Beautiful Mind" di Ron Howard, "Goodbye Lenin" di Wolfgang Becker "Un Long Dimanche de Fiancailles" di Jean-Pierre Jeunet, "Les Choristes" di Christophe Barratier, "Notre Musique" di Jean-Luc Godard", "Cache" di Michael Haneke,"Old Boy" di Chan-wook Park, "Wallace & Gromit: The Curse of the Were-Rabbit" di Steve Box & Nick Park, "A cock and a bull story" di Michael Winterbottom,"Soy Cuba" di Mikheil Kalatozishvili, "March of the Penguins" di Luc Jacquet, "The Constant Gardener" di Fernando Meirelles, "The Corpse Bride" di Tim Burton, "Viva Zapatero!" di Sabina Guzzanti, "Napoleon Dynamite" di Jared Hess, "The Manchurian Candidate" di John Frankenheimer, "Die B�chse der Pandora" di G.W.Pabst, "P�p� le Moko" di Julien Duvivier, "Madagascar" di Darnell & McGrath, "Le conseguenze dell'amore" di Paolo Sorrentino, "Brief Encounter" di David Lean, "Mon Oncle", "Traffic" e "Jour de fete" di Jaques Tati, "Mondays in the sun" (Los lunes al sol) di Fernando Leon de Aranoa, "The assassination of Richard Nixon" di Niels Mueller, "The Edukators" di Hans Weingartner, "The Downfall" (Der Untergang) di Oliver Hirschbiegel, "At 5 in the afternoon" di Samira Makhmalbaf, "Gaslight" "The Secret People" "Next of Kin" e "The Queen Of Spades" di Thorold Dickinson, "Mirror", Sacrifice", "Solaris" e "Andrei Rublev" di Andrei Tarkovsky, "Au revoir les enfants" e "Lucien Lacombe" di Louis Malle, "L'homme du train" di Patrice Leconte","Nosferatu" e "Der Letze Mann" (the last laugh) di Friedrich Wilhelm Murnau, "Le Quai des Brumes" e "Le jour se leve" di Marcel Carne', "Sous les toits de Paris" di Rene' Clair.
Sto ascoltando...
Manu Chao - La Radiolina
PJ Harvey - White Chalk
Vorrei tanto...
...vederci chiaro.
Frase:
"La vita � quello che ti capita mentre sei impegnato a fare altri progetti". John Lennon